Campionati italiani prove multiple a Bressanone

Le due giornate dei campionati italiani di prove multiple erano iniziate nel modo migliore possibile, nelle gare del 1º giorno sia la Milani che Tiradritti avevano ottenuto diversi primati personali; soprattutto Margherita era lanciata verso un possibile podio. Tant’è che al termine della prima giornata era 3ª in graduatoria generale. Infatti aveva ottenuto il primo pb nella gara dei 100 ostacoli con 15.02 mancando, per solo 2 centesimi, il minimo per gli italiani individuali di categoria.

Ha proseguito con una prestazione nel salto in alto che ci si aspettava da tempo, ma non in questa misura, infatti ottiene subito il pb con 1.60 e poi prosegue addirittura con 1.63 sfiorando poi 1.66. Nella terza gara di giornata -Il getto del peso- dimostra subito la sua debolezza nel settore lanci.
Però si rifà con i 200 dove, pur partendo in 8ª corsia, e non avendo quindi nessun riferimento, otteneva il buon tempo di 25.81. Le gare di Nicola erano tutte all’impronta dei pb. Ottiene subito un buon 11.44 nei 100 mt. prosegue con il lungo dove, purtroppo, incappa in due nulli pur ottenendo, nell’unico salto valido, 6.48 a dimostrazione che, sicuramente, ha nelle gambe almeno un 6 80.

Poi nel peso, dove si migliora di pochi centimetri non riuscendo, però, a superare la barriera di 10 mt.

Arriva una prima “apoteosi” nella gara successiva, e lui stesso si meraviglia -il salto in alto-, ottiene per ben 3 volte il suo record. Eguagliando prima 39;1.83, poi migliorandosi a 1.86 e addirittura arrivando a 1.89., con esplosione di gioia incontenibile. Infine chiude la prima giornata con uno strepitoso 400mt. fatto con intelligenza ed una progressione molto fluida che lo porta all’ottimo
tempo di 50.45 Anche le gare della 2ª giornata cominciano favorevoli con un pb nei 110 hs, di 15.64, poi, però, arriva il dramma. nel lancio del disco dove fa 3 nulli, il 1º sfiorando il cerchio di ferro e gli altri 2, stranamente, lanciandoli fuori settore uno a destra e uno a sinistra. Lo sconforto è tanto, la voglia di terminare lì è altrettanta ma, alla fine, riesce a reagire e, nel salto con l’asta, malgrado la demoralizzazione e la rabbia, riesce a fare un 3.40 vicino al suo pb seppur con tanta confusione tecnica. Infine si riprende un po’ nel giavellotto, dove sfiora i 40 m ma non li supera, sempre perché demotivato e soprattutto carico di dolori a partire dalla vescica sotto al piede che gli si era aperta già dal giorno precedente. Quando va alla partenza di metri 1500, per non inficiare i buoni risultati di tutte le altre gare, si ritira subito dopo lo sparo dello starter. Purtroppo, con queste due gare a zero, ottiene l’ultima posizione in classifica.

Mentre la Milani nella seconda giornata ottiene subito un bel pb nel salto in lungo con 5 55, ma poi arriva di nuovo una gara di lancio, il tiro del giavellotto, dove, rispetto agli allenamenti, si peggiora tornando su misure inconcepibili. Chiude con una buona gara negli 800 ottenendo il tempo di 2.30.93 e che la colloca al 5º posto in classifica generale. Se solo avesse fatto nei due lanci misure minime accettabili poteva pensare al podio e chissà, forse al titolo.

La trasferta è iniziata con un viaggio fantozziano, in quanto, rispetto alle 4 ore del ritorno, in andata fra incidenti, code e file, abbiamo impiegato più del doppio, oltre 9 ore.

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