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VERNACCINI 800 IN 1’53”80

Appena terminata la lunga giornata del Troefo Calderini a Livorno, i bianco verdi che non avevano potuto gareggiare nella gara preferita si sono spostati ad Arezzo dove era in programma una due giorni di gare che ha preso il posto dell’annullata fase regionale del CDS 2021.

Una sola atleta il primo giorno, Dalia Carcea che nei primi 40 giorni di gare non era riuscita a trovare la sua distanza preferita, i 100 con ostacoli. Gara non fortunata anche per la lunga astinenza e tanti pasticci con le barriere. Il suo 17”34 finale non rimarrà nella sua memoria come una delle prestazioni da ricordare.

Nella seconda giornata soltanto mezzofondisti impegnati negli 800 e nei 5000. Ha rotto il ghiaccio Elena Maggiorelli nei suoi preferiti 800. Il giorno prima a Livorno aveva stabilito con 2’16”87 il suo personale che la portava ad essere la quinta atleta nel ranking bianco verde di tutti i tempi. Ha voluto provare a vedere la sua reazione ad un doppio turno, cosa mai fatta nella sua ancor breve carriera avendo compiuto da poco i 18 anni. Tutto bene per 600 metri ma, quando ha provato a cambiare le gambe non hanno risposto come d’abitudine. E’ stata battuta dalla fiorentina della Marathon Misuri ma il suo tempo di 2’18”41 è comunque il secondo della sua carriera. Brava!

Tre bianco verdi nella serie dei migliori dell’analoga gara maschile. Diego Vernaccini che ha nel ritmo il suo forte ha impostato la gara, ma questa volta si è fatto rimontare dal venticinquenne fiorentino Julian Alexander Bagg Bellucci che con 1’52”63 faceva il suo personale. Diego si doveva accontentare della seconda piazza ma il suo 1’53”80 è un secondo meno del suo PB ottenuto una settimana fa a La Spezia. Eccellente prova per l’atleta di Saverio Marconi.

Un po’ confuso nel gruppo si aveva avuto l’impressione che anche il compagno d’allenamenti Mattia Barlantini avesse fatto l’impresa di migliorarsi e alla comunicazione del tempo un urlo di gioia e mani tra i capelli per il rammarico: 1’56”78 è il suo nuovo personale (1’57”62 a Grosseto nel 2020) e minimo per gli imminenti italiani fallito per un’inezia. Mattia sarà per la prossima volta!

Del gruppo faceva parte anche Emilio Marconi, che nell’ultimo biennio era entrato a far parte del consiglio direttivo e aveva abbandonato le competizioni. Rientrato quest’anno si è trovato nel gruppo dei migliori pur non correndo un 800 dal 2016. Ha faticato a tenere ritmi sostenuti per lui in questo momento ma ha terminato in 2’01”92 che non è poi una prestazione da buttare.

Poco dopo le 17 quando ancora il caldo e l’afa di una giornata quasi estiva, sono partite le donne dei 5000. Anche qui tre bianco verdi in lizza. Enrica Bottoni, che aspettava questo momento, visto che un infortunio gli aveva rovinato tutta la stagione di cross, procedeva in coppia con la Hodan Mohamud Mohamed. Il ritmo era giusto per scendere abbastanza nettamente sotto i 18 minuti, ma mentre l’africana dell’Atletica Radio Centro Web riusciva ad incrementare il ritmo, la nostra Enrica pagava il dazio e finiva, quarta, in 18’07”21che è però sempre il secondo tempo della sua carriera .

Più dietro Diletta Signori uscita, per fortuna, quasi indenne il giorno prima da un tamponamento mentre era sul suo motorino. Solo sbucciature, ma tanta paura che non le ha impedito di gareggiare. Fatta coppia con Chiara Giachi, l’atleta senese che si fa consigliare da Paolo Angioni, non trova il ritmo giusto e finisce quinta, ma profondamente insoddisfatta del suo 18’49”40. Non è andata meglio a Giulia Bennici, la ponsacchina, arrivata un anno fa in bianco verde che esordiva sulla distanza. Partita con prudenza si è fatta coraggio man mano che passavano i giri ma a un certo momento l’afa e la disabitudine alla pista ed alle scarpe chiodate l’anno consigliata ad uscire e a sedersi sul prato. Andrà meglio la prossima volta.

Ben tre serie di 5000 a chiudere la giornata e nella prima esordiva l’allievo di Saverio Marcono Ryan Kumar Del Vecchio. Il non ancora sedicenne ha fatto uno splendido inverno, ma correre in pista è un’altra cosa. Qui il piazzamento conta solo in caso di titoli in palio, ma conta sopratutto il cronometro e questo è un guaio per il giovane. Le sua aspettative sembrano sempre un passo più avanti delle possibilità del momento. Deve imparare a correre con la testa più sgombra e diventerà un discreto mezzofondista. In queste distanze l’esperienza conta molto e li dovrà imparare ancora tantissimo. Al quarto chilometro con una proiezione finale non all’altezza delle aspettative ha abbandonato anche se si trovava in solitudine all’8° posto e con un battaglione di esperti fondisti alle spalle. Alla prossima occasione! B.G.

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