IL MARTELLO E’ BIANCO VERDE A SIENA

 

Dopo un anno di sosta per il rifacimento di pista e pedane è ripreso il 25 aprile il tradizionale Meeting della Liberazione a Siena. Manifestazione che dura tutta la giornata con la massa degli esordienti la mattina e le gare per il settore assoluto a seguire.

Gradito il ritorno nella pedana del salto in alto di Filippo Lari, fermo da un anno per problemi fisici. Nonostante che in allenamento non brillasse, ha chiesto di gareggiare per riprovare l’ebbrezza della competizione. Ha saltato m. 1,98 che non aggiunge nulla alla sua carriera, ma ha affrontato la gara con il giusto spirito degno di scalare di nuovo asticelle ben più elevate.

Un atleta già in buona forma è sicuramente l’ex CGC Viareggio Giacomo Bianchini. Lo junior di Francesco Mottola, inserito nella serie dei migliori dei 400, in prima corsia che, notoriamente, è la meno gradita perché ha curve più strette e costringe a correre lontano dal cordolo, era ultimo ai 300 ma la sua tenuta sul rettilineo finale era ottima tanto da finire secondo con il PB di 50”52.

Se c’è tra le bianco verdi una stakanovista, questa è sicuramente Eva Guantini. Non contenta di aver disputato due giorni prima il Campionato di Prove Multiple si schiera a Siena su ben due gare correndo i 100 ostacoli in 16”63 e poco dopo i 100 piani in 13”66 sempre con un bel vento contrario. Eva, che frequenta l’atletica da tre lustri, dopo altri anni di ginnastica artistica, ha ancora tanto entusiasmo e dovrebbe essere di esempio per le tantissime che a diciassette anni o giù di li abbandonano l’agonismo per rifugiarsi nel chiuso di palestre.

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La delusione della giornata è sicuramente Mauro Giuliano. Il mezzofondista veloce venuto dall’Amiata usciva da un eccellente 600 di Orvieto ed era aspettato almeno sotto i 2’ negli 800. Invece è arrivato spento in 2’07”27, complice anche una lunga e faticosa gita scolastica che gli ha appesantito oltremisura le gambe. Andrà sicuramente meglio nella prossima occasione.

Ben tre le mezzofondiste su un 1500 molto affollato e di buon livello. La migliore è stata Enrica Bottoni, castelfranchese di origine, allenata dall’ex mezzofondista Daniele Milani, studentessa d’ingegneria a Firenze che, dopo una difficile partenza, è riuscita a risalire al sesto posto con 5’08”01. Esordio sulla distanza dell’ultima della famiglia Dini, Silvia, che terminava in crescendo in 5’22”77 fornendo la prova che le sue qualità sono probabilmente da fondista come i fratelli maggiori. In gara anche Matilde Di Petrillo che faceva sicuramente meglio con 5’36”38 di quanto era riuscita a fare sulla stessa pista a fine estate 2016.

In apertura di giornata tante gioie per il giovane tecnico Michael Mazzantini. Ha portato quattro cadetti/e a gareggiare ed è tornato a Livorno con tre personali migliorati e uno eguagliato. Il minuscolo saltatore Daniele Colombo (classe 2003) aveva già fatto l’impresa a Pontedera con 5,60 e sulla pedana del Renzo Corsi, all’ultimo dei 4 tentativi, atterrava a 5,80, un metro meglio di quanto riusciva a fare sei mesi fa. Minore, ma sempre significativo, il miglioramento di Federico Garofoli. Aveva superato per la prima volta i 5 metri (5,07) a Pontedera e ora il suo personale è di 5,19 ma il suo fisico, armonico, deve ancora acquistare forza che con la crescita arriverà.

Record personale, 1,53 nell’alto, per Roçio Alejandra Gigena (aveva 1,51 nel 2016). Il record di mamma Saltarelli, ex saltatrice bianco verde, è ancora lontano ma per lei deve diventare un obiettivo raggiungibile nel tempo. Per la terza volta Chiara De Lorenzis eguaglia il suo personale a 1,30 ma, forse, le sue qualità sono più indirizzate sulla resistenza organica.

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