PROGRESSI PER BECHERINI E ORSELLINI A CAMPI

Campi Bisenzio non è stata differente da Livorno e il vento che imperversava sulla costa lo ha fatto anche all’interno, rovinando in parte la manifestazione. Il primo impatto negativo lo ha avuto Francesco Mattolini impiegato, a distanza di 6 giorni, sui 400 ostacoli. Ancora poco esperto del ritmo, importante per una gara con ben 10 barriere, è andato in confusione e preso in pieno l’ottavo ostacolo finiva per le terre. Non si è perso d’animo, si è rialzato e ha finito la gara, ma il tempo, 1’06”80, era molto lontano da quello che aveva staccato a Livorno. Andrà meglio in futuro.

In difficoltà anche Alessia Dentone che ad Arezzo aveva fatto dei bei passi avanti. La specialista delle prove multiple non indovinava una traiettoria ed i suoi erano dei lanci in fotocopia con il giavellotto che non riusciva a veleggiare e che sembrava non vedere l’ora di prendere terra. 21,30 il suo migliore.

Nell’alto maschile si è sentito meno ed abbiamo apprezzato il piccolo, ma sempre importante, progresso di Cesare Bertini. L’allievo, che a Boissano aveva stabilito il suo personale con 1,80, ha avuto l’occasione, grazie anche all’intelligente successione di misure, di migliorarsi di un centimetro che allo spirito fa sempre bene e mantiene vivo l’interesse. Bravo! Meno fortunati Alessio Spagnoli, che deve accontentarsi di 1,65, e Edoardo Taddei per il quale la misura di 1,60 è ancora un muro invalicabile.

L’ex saltatrice in alto Melissa Becherini, che aveva trovato la sua nuova strada nel salto triplo, aveva fino ad ora fallito tutti i suoi tentativi di successo nel salto in lungo. Per il consueto nugolo di partecipanti era nella prima serie e dopo i suoi due abituali nulli atterrava al terzo tentativo a m. 5,43. Occhi sbarrati perché fino ad ora non era riuscita mai a fare meglio del 5,04 del lontano 2019 a Montespertoli. Corsa all’anemometro e vento normale (+0,5m/s) per un salto di gioia. Ha dovuto attendere un’ora per le qualificazioni della seconda serie e rientrare in pedana per vedere in finale se era stato un caso o c’è stato il salto di qualità. Un preoccupante 3,80, un nullo e poi un 5,38 che la tranquillizza sul suo buon momento. Dopo l’esordio sui 100, Maria Chiara Lo Gerfo ha provato anche il lungo e ne è venuto fuori un passabile m. 4,65. Mi sa che De Blasi dovrà darsi da fare per non fare d’ora in avanto solo l’accompagnatore! Pochi centimetri dietro Federica D’Agostino, ma il suo 4,61 non andrà negli annali per eccesso di vento alle spalle.

Corsie esterne per le velociste nei 200 e questo non aiuta la prestazione avendo bisogno, specie quando si è giovani ed inesperte, di stimoli dal ritmo delle avversarie. Molto vicine, comunque ai loro tempi migliori sia Emma Canessa (27”08) che Eleonora Parlanti (28”09) con quest’ultima che ha ripreso da poco gli allenamenti dopo il noto incidente domestico. Molto meglio tra i maschi dove si è visto un Marco Orsellini in grande spolvero che vince la serie dei migliori con 22”48, primato personale cancellato (era 22”83 addirittura del 2019) ma quel che sorprende è che ha dovuto lottare contro un muro di vento contrario (-3,9m/s). Peccato che sia entrato in forma in un momento nel quale le gare si rarefanno ma, anche se non più giovanissimo è nella piena maturità fisica e sta apprendendo cosa vuol dire fare lo sprinter e come allenarsi. Primato personale anche per Daniele Colombo (23”38) e vento, anche se con minore forza, sempre contrario, mentre abbiamo visto rientrare alle gare Andrea Franchini (23”45) allievo bersagliato da problemi fisici che lo hanno tenuto fermo per un lungo periodo. Non può essere in condizioni, ma aver avuto il via a gareggiare è importante per lo spirito. I risultati arriveranno!

B.G.

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