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JOAO NON FALLISCE

Il Campo Scuola di Modena ha ospitato i primi campionati italiani della storia dedicati solo alle gare di mezzofondo e, a vedere la prima giornata, sono stati un successo anche se il pubblico, per i noti problemi di Covid, non lo hanno potuto gustare. La prima giornata era dedicata sia al maschile che al femminile a solo due gare: i 1500 e le siepi. Noi c’eravamo e anche in buon numero.
Il primo a scendere in pista è stato Giorgio Gori, nella terza serie dei 1500 allievi. Buona partenza ma, man mano che i metri passavano, scivolava lentamente in fondo al gruppetto e sul finale non aveva ancora la forza di provare uno sprint. Nono in 4’14”52 che non è certo quello che sperava. Nella quinta serie partiva Andrea Neri, di un anno più giovane di Giorgio, autore in questo scorcio di stagione di buone prove. A Modena non è stato mai in gara e finiva all’undicesimo posto con 4’18”96, abbastanza lontano anche dalla recente prestazione di Marina di Carrara. Non andava certo meglio a Mauro Giuliano, che era nel possibile novero delle medaglie junior, ma l’atleta di Abbadia San Salvatore si fermava adducendo problemi di concentrazione. Un vero peccato ed un obiettivo perso.
Ci voleva Joao Bussotti, alias Neves Junior, per risollevare gli animi bianco verdi. Il mezzofondista di Saverio Marconi aveva più volte vinto il titolo italiano dei 1500, ma da alcuni anni, causa infortuni, aveva passato più tempo dal fisioterapista che in pista. Finalmente, risolti i problemi è rientrato a Livorno e si è messo di buzzo buono. I risultati di alcuni meeting nazionali e internazionali erano positivi ma, una gara che spesso si risolve con uno sprint affollato, può sempre dare dei problemi. Partito intruppato, è subito uscito all’esterno per controllare la gara e quando ha deciso di attaccare non ce n’è stata per nessuno. Vittoria senza necessità di alzare le braccia al cielo in 3’47”51 e un enorme divario anche con gli altri medagliati. Bravo Joao!
Si chiude con i 3000 siepi junior corsi da Augusto Casella. Il diciottenne di Daniele Milani, vista l’altezza, non si direbbe un possibile protagonista delle siepi, ma ha buona tecnica sia nel superamento delle barriere sia della riviera, oltre una certa dose di coraggio. Ha condotto per i primi 2 km. al ritmo prefissato, ha lasciato passare poi due avversari recuperandone uno sul rettilineo finale stabilendo, con 9’45”92, il suo nuovo personale e diventando, alla sua terza gara della vita sulla distanza, il quattordicesimo bianco verde all time, immediatamente alle spalle di Canzio Nevini, uno che ha fatto la storia del fondo bianco verde.

B.G.

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