UN SORRISO D’ARGENTO PER MARTA

Padova è diventata la sede naturale dei campionati italiani di prove multiple, ormai l’impianto è familiare ed i nostri ragazzi si sentono di casa. Due i bianco verdi ammessi: Marta Giovannini e Marzio Signorini, quest’ultimo reduce da un’influenza fino a due giorni prima delle gare. Marta non si fa intimorire; […]
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Padova è diventata la sede naturale dei campionati italiani di prove multiple, ormai l’impianto è familiare ed i nostri ragazzi si sentono di casa. Due i bianco verdi ammessi: Marta Giovannini e Marzio Signorini, quest’ultimo reduce da un’influenza fino a due giorni prima delle gare.

Marta non si fa intimorire; pur essendo al primo campionato italiano nella categoria juniores affronta la giornata con grinta e determinazione sapendo di poter fare qualcosa di buono. Infatti il risultato finale è ottimo: vice campionessa italiana della categoria, punteggio record con 3.579 p.,  ma soprattutto con gare che l’hanno vista sempre impegnata sopra i propri limiti precedenti e quindi con tutti i pb nelle diverse prove ad eccezione dell’alto, ma diremo.

Parte con gli ostacoli facendo una prima parte di gara in modo tecnicamente buono e agonisticamente aggressivo, nella seconda parte cede qualcosa sugli ostacoli e arriva quarta in batteria ma comunque con il record a 9.34. Affronta poi il salto in alto dove nelle ultime gare era sempre uscita molto rammaricata. Questa volta esce con il sorriso perché con 1,58 praticamente è sui suoi limiti; a 1.61, che costituirebbe il suo PB e over 1.60, alla seconda prova dimostra di poterlo fare ma piccoli errori tecnici non le consentono di superare questa misura. Va in pedana per il getto del peso, la tecnica è ancora molto elementare e questo quindi fa ben sperare, su 3 lanci ottiene due volte il personal best con la miglior misura a 9,56.

Dopo queste tre gare comincia a delinearsi una battaglia per le posizioni sul podio, è quarta a pochi punti dalla terza. Si va al salto in lungo, al primo salto, con la troppa voglia di fare, è lungo ma purtroppo nullo, al secondo tentativo aggiusta la rincorsa ed ecco lì il record personale con 5.77, al terzo salto prova ad andare oltre ma anche questa volta è nullo per la troppa foga che ci mette. Siamo così all’ultima gara, quella degli 800, si presenta già in seconda posizione nella classifica di categoria; la terza è a poca distanza e quindi bisogna gareggiare con accortezza e spingere al massimo. Purtroppo la composizione delle serie non viene fatta per categoria ma per posizioni generali e la sua diretta avversaria si trova nella quarta mentre lei è nella quinta, quella delle migliori. Si assiste così a un duello a distanza; la sua avversaria, partita prima, le fa conoscere il tempo sul quale può basarsi. Ottiene un tempo intorno ai 2.22.00, bisogna stare lì o fare meglio. Marta, consapevole di ciò, fa questa gara in modo ottimale, ben distribuito il ritmo e con un forte impegno. Ottiene anche qui il suo record con 2.25.84,  la seconda posizione è definitiva e quindi sale sul podio con un sorriso radioso.

Signorini, che gareggia su due giornate, parte bene con il record sui 60 piani (7.60) ed eguaglia quello del lungo (5.90) con un salto che era sopra i 6 mt. se non avesse strusciato la sabbia con una mano. In questa gara, all’ultimo salto, batte il tallone e si procura una tallonite che lo disturberà per tutto il resto della manifestazione. Infatti, nell’alto ottiene a mala pena 1.64 perché alla misura successiva il dolore è forte e spingendo di più frana sull’asticella.

Nella seconda giornata riparte bene con un altro pb su 60, questa volta con gli ostacoli. Manca di poco la discesa sotto i 9”, ottenendo 9.07. Nell’asta parte male. Causa l’elevato numero dei partecipanti può provare solo due salti, e così inizia dal basso e a 2.40 commette due errori (un film che avevo rivisto quindici giorni prima con Di Napoli). Si cambia un po’ tutto pur di andare di là, ci riesce e così comincia a ritrovare un po’ di tecnica appresa dai sapienti consigli di Giusti. Si sale poco per volta proprio per ritrovare e riprovare le sensazioni giuste e così è. Via a 2.50 e 2.60 poi a 2.80 e quindi a tre metri, passa i 3.10 e prova i 3.20 per poi andare a 3.40 che sarebbe il suo pb. Non ci riesce causa anche il riacutizzarsi della tallonite.

Gara finale, i 1.000 metri, parte molto deciso (34” ai 200) per vedere di scendere sotto i tre minuti ma a metà gara il salva tallone messo nelle scarpe si sposta e non riesce più a correre in spinta. Alla fine, con due gare e mezzo di meno ottiene però il suo record di punteggio, 3.795. Bene comunque, visti i vari record e la sfortuna, prima dell’influenza e poi della tallonite, ma le gare le ha portate tutte al termine.

Si torna a casa.

Nota di interesse: il vincitore Dario Dester ha ottenuto il nuovo record italiano della categoria.

Fabio Canaccini

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