E’ MORTO MANRICO

Questo nome non dice niente agli atleti bianco verdi degli anni 2000, ma Manrico Nanni è stato negli anni ’60 una figura di spicco del mezzofondo bianco verde. Non era un campione, ma un personaggio conosciuto da tutti i corridori di lunga lena che correvano in Toscana. Capelli lunghi, lineamenti […]
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Questo nome non dice niente agli atleti bianco verdi degli anni 2000, ma Manrico Nanni è stato negli anni ’60 una figura di spicco del mezzofondo bianco verde. Non era un campione, ma un personaggio conosciuto da tutti i corridori di lunga lena che correvano in Toscana. Capelli lunghi, lineamenti severi, abbronzatissimo era un operaio del Comune assegnato al Campo Sportivo Scolastico come aiutante dell’allora custode Canzio Nevini. Terminato il suo lavoro si toglieva la tuta da lavoro e metteva quella da allenamento. Canzio era al massimo del suo fulgore atletico tanto da meritarsi convocazioni in nazionale e Manrico lo seguiva in allenamento con caparbietà rischiando ogni volta l’asfissia. In pista non andava forte, ma su strada, specialmente quando il percorso presentava saliscendi, sapeva farsi valere.
Era un volonteroso e attaccato ai colori bianco verdi. Si ricorda di lui un aneddoto. Aveva seguito la squadra dell’Atletica Livorno a Grosseto in treno (allora le trasferte erano quasi tutte in treno) dove si disputava un esagonale con Fiamme Gialle, Assi Giglio Rosso, Cus Pisa, Mens Sana Siena, Atletica Grosseto e Atletica Livorno. Durante il riscaldamento si fece male il nostro siepista e Manrico si offrì di sostituirlo. Lui, che quando in allenamento trovava un fossatello lo guadava invece di saltarlo, si fece prestare la maglia e si schierò alla partenza. Dopo 28 volteggi appoggiando le mani alle barriere, 7 tuffi nella riviera e con scarpette chiodate prestate ma non del suo numero, arrivò in fondo con gli applausi di tutto il Campo Zauli. Lui era soddisfatto perché il suo punticino aveva contribuito a tenere dietro i cugini del Cus Pisa.
Quando Nevini andò in pensione prese il suo posto e l’abitazione a Campo Scuola dove viveva con la sorella, il cognato e i numerosi nipotini in quelle stanze ora occupate dal GGG e quelle usate come ripostiglio degli attrezzi necessari per l’organizzazione delle gare. Si è allontanato dall’atletica quando è subentrato Giuliano Bencistà come custode del Campo e spostato al Pala Cosmelli. Per un po’ si erano perse le tracce quando nel 2000 apparve una serie di sue foto scattate dal famoso fotografo Oliviero Toscani pubblicate da una rivista famosa come Colors. Poi ancora un oblio anche se circolava la voce che si fosse trasferito a Tirrenia a lavorare e vivere al Bagno Rosa. E’ morto venerdì 23 novembre a 78 anni per una crisi respiratoria. Riposa in pace Manrico, chi ti ha conosciuto avrà sempre un buon ricordo di te.

BG

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