BRONZO PER EVA E MARZIO AD ALESSANDRIA

Mentre a Livorno si disputava il Gran Galà di salto in alto (assenza forzata con dispiacere) e si svolgevano le gare del Grand Prix Toscana Estate, in Piemonte si gareggiava per un altro Grand Prix, quello delle prove multiple. Guantini e Signorini avevano trovato, con il lanternino, perché queste manifestazioni […]
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Mentre a Livorno si disputava il Gran Galà di salto in alto (assenza forzata con dispiacere) e si svolgevano le gare del Grand Prix Toscana Estate, in Piemonte si gareggiava per un altro Grand Prix, quello delle prove multiple.

Guantini e Signorini avevano trovato, con il lanternino, perché queste manifestazioni sono mosche bianche, per il 6 e 7 Luglio ad Alessandria una due giorni di prove multiple organizzate bene dalla locale società sul rinnovato campo ben curato, fiorito e con diversi alberi che sono stati utili per l’ombra durante il riscaldamento e il recupero tra le diverse gare; anche l’acqua pura che usciva dalle fontanelle dell’azienda comunale era fresca e tra bevute e sciacqui vari i presenti ne hanno consumata una notevole quantità. Questo significa che il clima era torrido, si perché le gare si sono svolte tra le 13.00 e le 20.00 di sabato e domenica  con temperature che oscillavano tra i 33° e i 35°. Sabato tirava un vento contrario sul rettilineo di corsa e questo ha negativamente (molto) influito sulle gare dei 100 maschili e dei 100 hs femminili.

 

Partendo da questo dato dico subito che Eva, nella sua gara top, ha corso in 16.73 non utilizzando i punteggi che questa offre sapendo, oltretutto, che nelle gare di quest’anno era sempre andata sotto i 16″, anche la gara di chiusura – gli 800 – a lei non troppo congeniale, non è andata bene perché, causa la bassa pressione di cui soffre e l’alta temperatura pomeridiana, si è accasciata a terra e, con l’intervento del medico di campo, si è ripresa solo dopo 45′. Peccato, era in testa e stava correndo su tempi buoni per lei. Nel mezzo le altre gare con un buon comportamento considerato che nell’ultimo mese ha avuto un po’ di problemi e, di conseguenza, un po’ di allenamenti in meno. Detto di due gare, vediamo nel dettaglio gli altri risultati: nei 200 un 29.26 con meno 3 di vento; nell’alto un buon 1.44 che pareggia il suo pb; nel peso un buon 10.15; nel lungo 4,79 con buone pedane ma alcuni errori tecnici; nel giavellotto 23.97. Punteggio finale con una gara in meno 3.122 e terzo gradino del podio.

Marzio ha terminato le dieci fatiche, cosa che non aveva fatto agli italiani di categoria per gli sciagurati tre nulli di ingresso nel salto in alto. Stavolta tutto bene ed anche lui va sul podio al terzo posto con un punteggio finale di 5.364 a soli 39 punti dal suo pb. Vediamo le singole gare a partire dai 100 dove, con il vento che imperversava, per lui così mingherlino, ottiene un brutto 12.10; negli ostacoli, il giorno dopo, va a nove centesimi dal suo pb, ottenuto però in gara singola, corre in 16.19; nei 400 corre e distribuisce bene ma ne viene fuori solo un 54.23; nell’ultima gara – i 1500 – torna ad essere quello che conosciamo, cioè con un ultimo giro in forte progressione, riprende molti avversari, va sotto i 5′, per l’esattezza 4.54.27. Nei salti se la gioca bene con l’alto dove fa molti errori alle varie misure ma arriva comunque ad un buon 1.77; nel lungo, dove la settimana prima, a Livorno, aveva ottenuto il suo pb con 6.20, si comporta alla pari e ottiene un ottimo 6.15; nell’asta, dopo essersi svegliato arriva a 3.20, passa la misura di 3.30 che eguaglierebbe il suo record, prova i 3.40 con due tentativi non male. Nei lanci, per lui problematici, specie il peso (pesa più lui o l’attrezzo ?) dove ottiene 8.40, fa due pb, nel giavellotto con 36.12 e nel disco con 27.13.

 

Siamo stati bene, abbiamo allacciato nuovi rapporti con altri multiplisti e tutti si è convenuto che la disciplina va valorizzata perché a livello giovanile è molto formativa ed a livello assoluto i multiplisti, proprio  per la loro preparazione e formazione, spesso vengono utilizzati nei CdS per coprire gare dove non ci sono specialisti. Ricordatelo gente e ripartiamo da qui, con l’esempio del Piemonte.

 

Fabio Canaccini

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