BOREA AL PERSONALE E IL RITORNO DI ILARIA

  Si fa fatica a tenere il conto delle manifestazioni in cui sono stati impegnati i biancoverdi nel weekend che si è appena concluso. A Firenze si sono svolti due giorni di gare nell’impianto coperto dello Stadio Ridolfi e l’Atletica Livorno si è presentata entrambi i giorni con un nutrito […]
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Si fa fatica a tenere il conto delle manifestazioni in cui sono stati impegnati i biancoverdi nel weekend che si è appena concluso. A Firenze si sono svolti due giorni di gare nell’impianto coperto dello Stadio Ridolfi e l’Atletica Livorno si è presentata entrambi i giorni con un nutrito gruppo di atleti e atlete. Cominciamo dal primo giorno di gare, dedicato ai soli concorsi.

I primi a scendere in pedana erano i saltatori in lungo. Jacopo Quarratesi, all’esordio stagionale, vinceva la gara con 6.84, misura ottenuta al penultimo salto. A una settimana esatta dalla ripresa degli allenamenti dopo lo stop per l’influenza, la sua gara cominciava con un salto appena abbozzato, ma proseguiva con un crescendo di misure (e un paio di nulli) man mano che rifiniva i dettagli sulla rincorsa grazie ai preziosi consigli dell’allenatore Massimo Favoriti. Al termine della gara Jacopo non era pienamente soddisfatto della misura, ma l’importante era rompere il ghiaccio prima dei Campionati Italiani Juniores che lo attendono la prossima settimana. Daniele Colombo non era riuscito a superare il muro dei 6 metri alla prima gara di stagione. In questa occasione ci riusciva invece al primo salto con 6.01 e incrementava tale misura all’ultimo salto con 6.13. Un po’ di insicurezza in fase di stacco e qualche aspetto tecnico da aggiustare non impedivano a Riccardo Ciucci di eguagliare il record personale di 5.56.

Ilaria Cariello vinceva la gara femminile con una successione di salti in progressione, seppur al centimetro: un primo salto a 5.25, due nulli e poi 5.31, 5.32, 5.34. Non si tratta di misure eccezionali per lei ma, all’esordio in una stagione in cui addirittura sembrava costretta a cessare l’attività per motivi di lavoro, tutto quel che viene è di guadagnato. Un po’ di delusione e di rammarico per Giorgia Cerretini, la quale con 4.77 restava fuori dai salti di finale per soli 5 centimetri.

Nel salto in alto femminile era schierata l’allieva Roçio Alejandra Gigena, la quale doveva far fronte all’assenza del suo allenatore Andrea Lemmi, impegnato a gareggiare a Udine. Roçio vinceva la gara con la misura, superata al primo tentativo, di 1.58 (record stagionale). Facevano seguito tre tentativi a 1.62, ma purtroppo l’asticella cadeva tutte e tre le volte.

Tanto gradita quanto inaspettata la prestazione di Stefano Borea, alla sua seconda uscita in maglia bianco verde. Il saltatore in alto entrava a 1.80 e con il successivo salto a 1.85 conquistava la vittoria della gara. Un solo errore a 1.90, superato poi al secondo tentativo, e un salto pulito e con margine a 1.94. Evidentemente Stefano sentiva che era la giornata giusta perché chiedeva che l’asticella fosse posta a 2.01, un centimetro sopra al suo record personale. Superava la misura al primo tentativo con un salto fluido e composto. Urlo liberatorio e grande gioia. Tuttavia l’appetito vien mangiando e Stefano si concedeva anche tre tentativi (falliti) a 2.04.

Nel salto con l’asta femminile erano ben sei le atlete bianco verdi schierate dal tecnico Giacomo Giusti. Ottima la prestazione di Francesca Boccia, che vinceva la gara con 3.90 facendo il record stagionale. I successivi tre tentativi  (falliti) a 4.05 erano tutt’altro che malvagi e l’attacco al record personale è soltanto rimandato. Rebecca Raiola, in fase di rodaggio prima dei Campionati Italiani Juniores della prossima settimana, saltava un buon 2.90, mentre Virginia Rossi, frenata dal mal di schiena, doveva accontentarsi di 2.80. Non finivano lontane dal proprio record personale Veronica Domenici e Emma Nosiglia Martinez, entrambe a 2.65. Più distante dal record personale Vittoria Favilla, la quale comunque eguagliava lo stagionale con la misura di 2.50. Positiva quindi la trasferta delle astiste bianco verdi, nonostante una nota di demerito per aver versato della Coca Cola sulla pista dell’impianto coperto. Per il futuro tengano presente che scarpe chiodate e bottiglie sciabordate di bibite gassate è meglio che non stiano vicine.

 

Emilio Marconi

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